Nasce dalle frequenze radiofoniche e dai testi di Emanuele Conte (in arte Biro), ma l’espressione “La faccia delle facce” è diventata una vera e propria chiave di lettura per decifrare la realtà che ci circonda. Ma cosa significa, esattamente, fare o avere la “faccia delle facce”?
Il volto della menzogna (e non solo)
A livello interpersonale, dire a qualcuno che ha la “faccia delle facce” equivale, senza troppi giri di parole, a dargli del bugiardo. Non si tratta però di una bugia semplice o ingenua. Chi indossa la faccia delle facce sta mettendo in atto una vera e propria strategia visiva: mostra una maschera rassicurante, pulita ed evidente, col solo scopo di nasconderne un’altra – o addirittura molte altre – ben più ambigue. È l’ipocrisia elevata a sistema, dove il volto esibito è solo il paravento di una verità ben diversa.
Tuttavia, il concetto espresso da Biro non si limita a un rimprovero morale tra persone. “La faccia delle facce” è una lente d’ingrandimento che si applica anche alle cose, alle istituzioni e alle regole.
Quando le cose e le leggi ingannano
Ci sono situazioni in cui la realtà apparente nasconde insidie invisibili. L’espressione si adatta perfettamente a tutto ciò che si presenta in un modo, ma agisce in un altro.
- L’esempio del ferro: Un pezzo di ferro rovente si mostra per quello che è: emana calore, si illumina, sai che scotta e non lo tocchi. Ma lo stesso pezzo di ferro, freddo alla vista e apparentemente innocuo, se attraversato dall’energia elettrica può essere letale. Mostra la faccia del metallo inerte, ma nasconde la “faccia” della folgorazione.
- La faccia delle leggi: Anche il diritto può avere la faccia delle facce. Una legge nasce per essere una regola equa, equidistante e posta “nel mezzo” per garantire la giustizia. Eppure, a volte viene manipolata, interpretata o applicata in modo distorto per colpire un avversario politico o favorire un potente, pittosto che per coprire l’insensatezza di certe autorevoli decisioni. La legge mostra la faccia della giustizia, ma qualche volta nasconde la faccia del privilegio o della vendetta.
Altri esempi nella vita di tutti i giorni
Se ci guardiamo intorno, la faccia delle facce è ovunque:
- La tecnologia e i Social Network: Pensiamo alle applicazioni “gratuite” che usiamo ogni giorno. Mostrano la faccia del servizio utile, del divertimento e della connessione sociale. La loro faccia delle facce, quella nascosta dietro i server, è invece un gigantesco aspirapolvere di dati personali rivenduti al miglior offerente.
- Il cibo “Zero Calorie”: Certi alimenti si presentano con la faccia del benessere, del salutismo e del “senza zuccheri”. Ma dietro quella maschera si nascondono spesso cocktail di edulcoranti artificiali e chimica industriale che non hanno nulla a che fare con la salute.
- La burocrazia: Un modulo online che promette di “semplificare la vita del cittadino in pochi click” (la faccia dell’efficienza) ma che, all’atto pratico, richiede credenziali impossibili, si blocca continuamente e ti costringe comunque ad andare allo sportello (la faccia del disservizio).
In definitiva, questa quasi battura di spirito di Emanuele Conte nasconde un invito alla lucidità: non fermarsi mai alla prima maschera che ci viene mostrata, perché dietro la faccia più rassicurante potrebbe celarsi la vera “faccia delle facce”.

